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Ricorrenze

Per il centenario del Regno d’Italia

By Ottobre 17, 2020Novembre 23rd, 2021No Comments

Per il centenario del Regno d’Italia

 

Italiani!

Oggi celebriamo l’evento più splendente della nostra storia: dopo secolari divisioni e tante aspre vicende , divenimmo una Nazione sola.

A che vale il tentativo di qualificare centenario dell’Unità quello che è il centenario del Regno?

Re Vittorio Emanuele II, dono di S.E. Camillo Zuccoli

Re Vittorio Emanuele II, dono di S.E. Camillo Zuccoli

Non soffermiamoci su questa vana polemica. Nel 1861 Regno e Unità erano già una cosa sola.Tutti sentirono che con la proclamazione del Regno, Venezia, Roma – e poi Trieste e Trento – erano virtualmente già nostre.

L’epica impresa poté grado a grado raggiungere l’altissimo fine, perché il Re Vittorio Emanuele II, con a fianco Camillo di Cavour, aveva assunto con mano ferma la direzione e la responsabilità del moto nazionale, coraggiosamente superando difficoltà di ogni genere.

Attorno ad essi sorsero da ogni terra d’Italia , magnifico prodigio, falangi di patrioti, sempre tutti presenti nei nostri grati cuori.

L’apostolato di Mazzini e l’eroismo di Garibaldi integrarono l’opera meravigliosa, risultato di forze confluenti e contrastanti, fuse nella sintesi costruttiva della Monarchia nazionale. Discordie e rancori di partiti furono arsi dal sentimento religioso della Patria: così come sorse il Regno d’Italia.

Il culto costante delle supreme idealità, alle quali gli Italiani si ispirarono in quegli anni eccelsi del proprio destino, deve ritemprare gli animi, liberandoli dai dubbi e dai timori di questi tempi difficili.

La celebrazione di quegli Uomini e di quelli gli avvenimenti sarebbe vana retorica se non fosse d’insegnamento e di guida. Anche oggi la Nazione ha bisogno di fede e d’ardimento.

Fede nella libertà, unico presidio contro i pericoli di concezioni totalitarie aperte o nascoste; ardimento nella sua difesa, senza debolezze e senza confusioni. Progresso sociale e allargamento della base democratica dello stato – che furono ogni ora auspicate dai miei predecessori e da me – sono vane parole senza il presidio della libertà.

 

Italiani!

Questo è l’impegno e l’obbligo dell’ora solenne che viviamo: solo così la rievocazione centenaria del Regno e dell’Unità ha un significato ed equivale a giuramento di servire, a costo anche della vita, intangibile nei suoi confini, sicura nelle sue libere istituzioni, audace nel perseguire la sua ascesa spirituale e materiale.

Ritornano al nostro spirito, con la certezza e l’entusiasmo di allora, le parole pronunciate dal mio grande Bisavo dopo l’annessione di Roma:” l’Italia è libera ed una, facciamola grande e felice!”

 

Cascais, 17 Marzo 1961                                                                       Umberto