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Ai monarchici

All’assemblea dei Senatori del Regno, 1955

By Settembre 13, 2020Novembre 24th, 2021No Comments

ROMA, 3 FEBBRAIO 1955

Desidero che giunga il mio saluto particolarmente cordiale ai Senatori del Regno radunati per l’intento di non lasciar disperdere quella comunanza di memorie, di principi e di sentimenti, che li unì nel tempo in cui essi degnamente servirono i più alti interessi della Nazione.

Puri sono i propositi di codesti uomini eminenti, se sopravvive in loro, come è certo, la splendida eredità morale di quell’Assemblea che fu durante quasi un secolo onore e vanto dello Stato costituzionale generato dal Risorgimento.

Nel Senato del Regno la nomina vitalizia creava una condizione essenziale di indipendenza; e la scelta dei componenti, disposta entro ventun categorie statutarie, offriva il mezzo per raccogliere in un vasto e vario corpo i legittimi rappresentanti di tutte le più importanti attività della vita culturale, economica, politica, militare del Paese. La sua formazione deriva tradizionalmente da un’obiettiva selezione dei valori individuali in ogni campo della scienza, della letteratura, delle armi, dell’amministrazione pubblica, della produzione. Dalle schiere dei benemeriti servitori dello Stato si saliva alla sommità del genio: a Verdi, a Carducci, a Verga, a Galileo Ferraris, a Marconi.

Caratteristiche di tale Assemblea erano dunque la superiore preoccupazione del bene pubblico e la competenza nella trattazione dei più svariati problemi; e più ancora vi agiva costantemente una perfetta sensibilità patriottica, che proveniva da schietta fede e che nelle grandi giornate della storia italiana offriva un esempio indimenticabile di solenne e composta consapevolezza.

Consulta dei Senatori del Regno

Consulta dei Senatori del Regno

Adesso, all’infuori di ogni spirito di fazione, al di sopra di qualsiasi ambizione personale, i Senatori del Regno si propongono di porre ancora disinteressatamente una lunga esperienza al servizio della Patria. Essi non possono nutrire in quest’ora,che un’aspirazione: contribuire, in quanto riesca loro possibile, coi propri studi e con le proprie manifestazioni, al ritorno della concordia civile fra gli italiani, alla rinascita nazionale, all’ordinata cooperazione delle forze produttive, al benessere del popolo nel rispetto delle leggi destinate a tutelare la pace sociale.

Semplice ma profondamente sentito è l’augurio che da questa remota sponda dell’Atlantico invio a codesti eccellenti cittadini: che il lavoro a cui si accingono sia fertile di utili risultati per il domani del nostro Paese. Tale è indubbiamente la sola ricompensa che essi bramano, coerenti alla nobiltà generosa del loro passato.

 

UMBERTO

Cascais, 20 gennaio 1955

 

Messaggio letto dal ministro della Real Casa Falcone Lucifero. A questa assemblea parteciparono 92 Senatori del Regno, i quali ” pur estromessi dall’ordinamento della Repubblica Italiana, ma non decaduti dalla loro qualifica a vita essendo stati nominati al laticlavio per titoli validi sotto qualsiasi regime, prefissisi lo scopo di porre ancora, disinteressatamente, la loro lunga esperienza al servizio della Patria, nella ricorrenza celebrativa della Festa dello Statuto, si riunirono in Gruppo Vitalizio quale detentore legittimo dello spirito insito nella tradizione più pura del Senato del Regno (dal volume di Giulio Toesca di Castellazzo La Consulta dei Senatori del Regno, Roma, novembre 1969, pag. 7).