Il Re ebbe sempre una particolare attenzione per i confini orientali, per le popolazioni dell'Istria, della Dalmazia e dei loro ripetuti esodi del 1945, 1947, degli anni 50 e ultimo, ma se vogliamo più doloroso quello degli anni 70. Questo fu infatti conseguente a quella che si può ritenere una vera e propria apologia della sconfitta: il trattato di Osimo. I nostri governanti, il parlamento repubblicano, in tempo di pace, cedono, senza nulla in cambio, contravvenendo alla stessa costituzione repubblicana, che vuole i confini della Patria sacri e intangibili, centinaia di Km quadri di sovranità italiana, rappresentati dalla Zona B di Trieste, che comprendono un'ultima piccola porzione di Istria con città quali Capodistria, Buie, Cittanova, Umago alla stessa Jugoslavia di Tito che aveva infoibato tanti nostri concittadini.

Per dovere di cronaca in Parlamento votarono "contro" soltanto il MSI-DN, alcuni liberali ed alcuni democristiani di origine giuliana.

 

 

Messaggio alle Tre Venezie 1 giugno1946

 

Messaggio per le elezioni amministrative 1949

 

Intervista sul problema di Trieste e della Venezia Giulia 1952

 

Messaggio ai Triestini per il ricongiungimento di Trieste all'Italia 1954

 

Messaggio per il I raduno nazionale degli Istriani, Trieste 3-4 novembre 1964

 

Messaggio per il cinquantesimo anniversario della liberazione di Gorizia

 

Messaggio alla manifestazione rievocativa dello sbarco di Re Vittorio Emanuele III 1968

 

Dichiarazione all'ANSA alla vigilia del trattato di Osimo 1975