UMBERTO DI SAVOIA:
HO FIDUCIA NELL'ITALIA DI DOMANI
di Osvaldo Pagani


dal settimanale «Novella 2000», Milano, 19 maggio 1974



Alcune settimane fa, a Mignano Monte Lungo, in provincia di Caserta, si è commemorato il trentennale del battaglia combattuta dal ricostituito esercito italiano contro i tedeschi. Il sindaco della città ha letto il messaggio che lei ha inviato, avendo preso parte di persona a quell'azione. Si tratta di un episodio sconosciuto a gran parte degli italiani. Vuole parlarmene?

" Quell'episodio, come lei dice, è stata una meravigliosa prova di dedizione e di eroismo da parte di ufficiali, sottufficiali e soldati italiani."

" Fu difficilissimo, dopo l'armistizio, ottenere dagli alleati di formare un nuovo esercito italiano. Riuscimmo mettere insieme un corpo di cinquemila uomini, che chiamammo solo Raggruppamento motorizzato, dotato a stento di autocarri, armi e munizioni. Io allora ero comandante delle ricostituite Forze Armate. Occorreva dimostrare a Alleati che la nostra presenza era importante, al loro fianco. Così fu deciso l'attacco al Monte Lungo, tenuto dai tedeschi. Ma tra quelle gole e quegli speroni rocciosi, il servizio di informazione alleato era riuscito a sapere ben poco sulla dislocazione delle difese nemiche. Chiesero agli italiani se c'era un ufficiale pratico del settore e disposto a compiere una ricognizione aerea. Andai io. Conoscevo benissimo i luoghi. Sorvolai la zona con un "Cicogna", un piccolo velivolo. Recava i segni regolamentari dell'aviazione da guerra statunitense, quindi i tedeschi reagirono. Bé, rientrai alla base mezz'ora dopo, e fornii le segnalazioni sulla presenza di carri armati, fortificazioni, nidi di mitragliatrici eccetera. Tutto qui, non c'è altro ".



Non precisa, scrive Pagani, che sul traballante 'Cicogna' prese posto imponendosi agli altri ufficiali. Non dice che durante la ricognizione l'apparecchio sfuggì per miracolo ai tiri della contraerea. Trascura il fatto che lui fu proposto, dal comando americano, alla decorazione con la Silver Star e che rifiutò.

"Dopo l'azione di Monte Lungo, gli Alleati cominciarono a fornirci maggiori mezzi. Ci eravamo guadagnati la loro considerazione, fatto importante specie per il periodo che seguì, della mia Luogotenenza".