AI GIOVANI DELL'UNIONE MONARCHICA ITALIANA
PER IL LORO CONGRESSO NAZIONALE
FIRENZE, 11 MAGGIO 1951



Il saluto da voi inviatomi alla vigilia del Congresso di Firenze del Fronte Monarchico Giovanile mi è giunto particolarmente gradito mentre sta per compiersi il quinto anno del mio esilio.

Particolarmente gradito poiché, se l'attaccamento degli anziani può essere anche il solo riflesso della fedeltà ad un'idea e ad una istituzione, l'attaccamento dei giovani, invece, sta a dimostrare che quell'idea è viva e vitale, che quella istituzione è giudicata necessaria dalle nuove generazioni e che l'una e l'altra possono rinnovarsi secondo le necessità dei tempi.

Pur da voi lontano, io sento la vostra ansia ch'è quella di servire la Nazione nel culto della religione dei nostri padri, conciliando le esigenze di libertà e di progresso sociale.

Ben comprendo questa vostra ansia! E, infatti, prima del referendum istituzionale del 2 giugno 1946, nei miei messaggi al popolo italiano parlai di una " rinnovata monarchia ", di " autogoverw di popolo e di giustizia sociale ".

A voi, giovani, che siete le speranze d'Italia, io dico: le debolezze e gli errori del passato siano per voi un ammonimento onde evitarli; il bene, gli eroismi, il dovere del passato siano per voi d'esempio per il futuro.

Nasca da voi, o giovani, il proponimento di quella pacificazione degli animi di cui la Patria nostra abbisogna; poiché solo la concordia interna può darci forza e prestigio all'estero.

Il saluto e l'augurio di buon lavoro che rivolgo a voi del Fronte Monarchico Giovanile, io lo rivolgo, a tutti i giovani d'Italia, cioè alle nuove generazioni che apprestano l'avvenire della Patria.

Viva l'Italia!

Cascais, 11 maggio 1951                                                              UMBERTO