Umberto Guarito. Vacanze a Madera

Funchal, febbraio

PARTITO in aereo da Lisbona, Umberto di Savoia è giunto improvvisamente nell'Isola di Madera dopo un volo di 925 chilometri, per una vacanza, in forma privata; ha preso alloggio all'hotel Reid, il più confortevole del capoluogo Funchal. La riservatezza dell'arrivo e del soggiorno ha eluso l'aggressìva attenzione dei «reporters »; solo un nostro fotografo ha potuto documentare l'inattesa presenza con una serie di immagini esclusive. Umberto considera Madera «un pezzetto di paradiso posato sull'Atlantico». L'isola emerge a nord delle Canarie, di fronte alla costa marocchina; è dotata di ricchissima vegetazione sub-tropicale, di una catena montuosa che supera i milleottocento metri, di clima mite anche in pieno inverno; fa parte del territorio metropolitano portoghese. La meta è stata suggerita a Umberto dalla passione di botanico e dalle raccomandazioni dei medici, il professor Castellani e il dottor Oliveira; entrambi gli hanno consigliato una breve interruzione dell'intenso ritmo di vita, cui egli si sottopone senza risparmio di forze.

Funchal. Umberto di Savoia, partito da Lisbona e accompagnato dal barone Enzo Galli Zugaro, giunge, dopo un volo di 925 chilometri, al nuovo aeroporto del capoluogo di Madera per le sue vacanze sub-tropicali. L'isola, che emerge di fronte alla costa marocchina è dotata di una catena montuosa e ha clima mite anche d'inverno. La riservatezza dell'arrivo e del soggiorno ha eluso la consueta aggressiva attenzione dei reporters;
 



Umberto ci è apparso finalmente guarito, dopo la lunga, contrastata convalescenza; sono scomparse le tracce lasciate dal grave intervento intestinale, subìto nell'aprile '64 alla « London. Clinic ». Si parlò ufficialmente di «ulcera diffusa»; indiscrezioni trapelate dalla clinica segnalarono un'affezione tumorale, eliminata dal bisturi e dalla terapia del professor Henry Thompson. Ancora nei mesi scorsi l'ex re d'Italia era smagrito, con lineamenti affilati, lo sguardo appannato. Ora gli occhi hanno ripreso la vivacità di un tempo, l'umore è sereno, il volto ha ricuperato pienezza. Umberto, nel sessantunesimo anno, non mostra l'età. « Sono stato operato e curato ottimamente - dice, senza desiderio di indugiare sulla dolorosa esperienza. Ho riacquistato gli otto chilogrammi persi in quella circostanza. Così ho potuto gradualmente riprendere tutti i miei impegni quotidiani, le udienze, la corrispondenza, i viaggi, le collezioni d'arte, le letture. Mi sento ringiovanito. Anche nei momenti peggiori, la fede mi ha dato grande forza. Durante la degenza londinese, mi fu di molto conforto l'assistenza religiosa concessami da monsignor Cardinale».

Prima di raggiungere Madera, l'ex re si recò a Londra per sottoporsi a visite di controllo nella «London Clinie»; l'esito fu pienamente favorevole; il paziente è stato dichiarato «ristabilito». Umberto si è recato più volte a pregare nella chiesa cattolica spagnola, che sorge presso Regent Park e funge da parrocchia della clinica londinese. Conversando col parroco, padre Sacrè, gli ha espresso il proposito di lasciare un segno durevole di gratitudine; ce ne è giunta notizia attraverso il clero della parrocchia. Nella « Villa Italia» di Cascais, Umberto si è dedicato alla scelta del dono. Ad alcuni artigiani di Bolzano ha affidato l'incarico di scolpire nel legno le quattordici stazioni» della «Via crucis» in altrettanti pannelli. Le tavole,. in dimensioni di cinquantaquattro centimetri per quarantotto, sono ora pronte; portate a Roma da Bolzano, proseguono in questi giorni per Londra. La devota offerta è indirizzata all'arcivescovo Igino Cardinale, delegato apostolico in Gran Bretagna. Egli stesso destinerà la Via Crucis, a una chiesa londinese, con ogni probabilità alla parrocchia di Regent Park, dove i pannelli saranno presto esposti ai fedeli; si tratta di una opera d'arte di grande valore; eseguita con sobria intensità drammatica. Anche monsignor Craven, vicario generale di Westminster, ha manifestato «benevolo, gradimento» per il dono.

Nella remota Funchal l'esule ha incontrato un gruppetto di italiani, che hanno voluto salutarlo e felicitarsi. per la guarigione. Dialogando con un operaio romano, Umberto ha parlato con nostalgia della capitale, chiedendo notizie particolari, sui lavori in corso a piazza Fiume e corso Italia per la costruzione dei sottopassaggi, manifestando sorpresa per la copiosa nevicata, quale mai era caduta nel secolo su Roma, e per il bizzarro mutamento del clima capitolino. «La colpa è soprattutto dei casermoni di cemento armato, sorti nei nuovi quartieri all'EUR - ha risposto l'interlocutore, con evidente contrarietà - Quei massicci palazzi hanno formato una barriera, che il nostro mite ponentino non riesce a superare; così l'atmosfera di Roma, è ormai simile a quella di Parigi e Milano ».

 

Umberto sulla terrazza del suo appartamento all'Hotel Reid; nello sfondo la magica baia di. Funchal, sulla costa-sud dell'isola. Umberto, che nell'aprile '64 subì a Londra una grave operazione addominale, ha avuto una lunga e contrastata convalescenza. Sottoposto di recente a visite di controllo nella - «LondonClinic », è stato dichiarato « ristabilito ». Ora, a sessant'anni compiuti, appare ringiovanito e in ottima forma, lo sguardo ha ripreso la vivacità di un tempo, il peso ha ricuperato gli otto chilogrammi perduti. Umberto ha percorso in lungo e in largo l'isola, sostando nei luoghi più pittoreschi, Santa Cruz; e Ponta do Sol.







Umberto ha visitato Funchal, lo storico capoluogo di centomila abitanti, fondato nel XVI secolo; quindi ha percorso tutta l'isola, sostando nei luoghi più, pittoreschi, Santa Cruz e Ponta do Sol, Santana, Sao Vicente e Porto Moniz. Ha raggiunto a piedi la cima di Monte, nel retroterra del capoluogo, con l'energico passo che gli è caratteristico; i «gentiluomini al seguito», barone Enzo Galli Zugaro e generale Ottorino Giannantoni, gli han tenuto dietro a fatica. Nel santuario di «Nostra Signora di Monte », l'ex re ha osservato i cimeli dell'imperatore Carlo d'Austria, colà sepolto.

Durante il soggiorno a Madera, Umberto ha ricevuto dalla sua segretaria di Cascais una richiesta di udienza, firmata da una ragazza famosa nel mondo della musica leggera: Rita Pavone, impegnata in uno show , organizzato per lei dalla televisione portoghese, gli esprimeva il desiderio di esser ricevuta con la madre a Villa Italia». La richiesta era provocata non da una «convinzione politica», come ella stessa precisava, ma da un «sentimento di gratitudine familiare». La «Rita nazionale» ci ha confidato a Lisbona: Durante l'ultima guerra, mio padre fu l'unico a salvarsi di tutto l'equipaggio del suo sommergibile, affondato in combattimento. Lo ricoverarono in un ospedale militare, dove un mattino comparve appunto Umberto, allora principe ereditario. Si fermò accanto al letto di mio padre, volle farsi raccontare la drammatica vicenda e fu con lui premuroso e amichevole. Non abbiamo dimenticato le sue attenzioni di, allora; mia madre ed io saremmo state felici di ricambiargli, dopo tanti anni, quella visita».

 

 


Appassionato di botanica, Umberto ha mostrato molto interesse per la vegetazione sub-tropicale dell'isola atlantica. Ha compiuto escursioni sulla catena montuosa, raggiungendo a piedi la cima su cui sorge il santuario di « Nostra Signora di Monte». A Punebal ha incontrato un gruppo di Italiani al quali ha parlato con nostalgia dell'Italia e particolarmente di Roma. Conclusa la vacanza, l'ex re, dopo una breve tappa nella residenza di Cascais, ha ripreso il volo per Madrid, dove ha voluto conoscere il secondo bimbo, nato sei mesi or sono, del nipote Simeone di Bulgaria. Simeone ha sposato nel 1962 la spagnola Margarita Gomez Acebo.

 

Ciò non è stato possibile perché Umberto, conclusa la vacanza a Madera, ha fatto una brevissima tappa a Cascais ripartendo per Madrid. Rita ha però ricevuto un gran mazzo di fiori, inviatole dall'ex re, con questa dedica: «Alla giovanissima, simpatica ambasciatrice della musica italiana nel mondo, con l'augurio di un prossimo incontro».  L'udienza avverrà dopo la tournée, che la Pavone inizia ora in Amerìca; Rita e la madre sosteranno nuovamente a Lisbona per essere accolte a Cascais. Proseguiranno poi per Madrid e altre località spagnole, dove la cantante è attesa da una serie di spettacoli. Lo show in Portogallo è andato in onda con molto successo dallo studio allestito al decimo piano del grattacielo «Estoril Sol», l'albergo di lusso inaugurato sulla più elegante riviera portoghese, a breve distanza dalla residenza di Umberto.

A Madrid, dove ora si trova, l'ex re ha trascorso una delle sue «giornate spagnole» nella villa del nipote Simeone II,  «zar di Bulgaria » in esilio, sull'Avenida del Valle. Simeone, figlio di Giovanna di Savoia e dì Boris III (il sovrano bulgaro assassinato per ordine di Hitler), ha avuto sei mesi or sono il secondogenito, Kíril, principe dì Preslav, che Umberto non aveva ancora visto. Il giovane «zar senza trono» sposò la spagnola Margarita Gomez Acebo nel gennaio '62, in Svizzera; il primogenito Kardam, cui è stato attribuito il titolo di «principe di Tarnovo», ha due anni ed è, in linea dinastica, l'erede alla corona. Una corona difficilmente raggiungibile, essendo la Bulgaria una repubblica popolare » oltre cortina, sotto diretto controllo di Mosca. Nei mesi scorsi si diffusero indiscrezioni su una presunta vertenza ereditaria fra Umberto e Simeone; si disse che lo « zar » rivendicava un lascito di Vittorio Emanuele III, costituito da quattordici miliardi, che non gli erano maì stati versati. Ora Simeone ci ha smentito queste voci, dicendo:«Quando il mio nonno materno, Vittorio Emanuele III, morì in Egitto, gran parte dei suoi beni erano confiscati e la sua fortuna non raggiungeva i due miliardi e mezzo. Ogni membro della famiglia, compresa mia madre e noi, ebbe tempestivamente quanto gli aspettava, con equità. Nella notizia che mi riguarda non c'è niente di vero. Mi dispiace che zio Umberto debba essere rattristato da pettegolezzi, arbitrariamente collegati alla mia persona ».

Ezio Saini