Italiani!

Nel cinquantesimo anniversario della Vittoria, vi ho recentemente indirizzato il mio saluto, ma  non voglio interrompere la cara consuetudine di rivolgervi il mio augurio alla fine dell’anno che si chiude e all’inizio di quello che affrontiamo con tante speranze.

L’ansia di rinnovamento che agita il mondo ed in particolare la gioventù e le classi operaie, sia auspicio di progresso in ogni campo. Ma non si dimentichi che sono principi inalienabili la libertà, la dignità umana e le istituzioni democratiche. Ancora una volta voglio ripeterlo, proprio in questo momento e di fronte a concetti che sembrano nuovi, ma rappresentano in fondo il costante desiderio di avanzare dell’umanità.

Davanti alla nuova prova di ardimento che in questi giorni ha esaltato ogni uomo, mi fa piacere ricordare tanti italiani che nelle diverse epoche della storia, dall’antichità fino ad oggi, hanno segnato anch’essi orme incancellabili.

Da questi eventi traiamo fausti auspici perché nel 1969 si raggiungano nuove mete di progresso, in un mondo giusto, fraterno, libero.

Viva l’Italia.

Cascais 31 dicembre 1968                                           Umberto