Italiani!

Nel mio recente viaggio negli stati uniti d’America visitando da una sponda all’altra quel grande e ospitale paese, poco prima che fosse funestato da un delitto che ha commosso il mondo, mi son trovato ovunque in mezzo ai discendenti di nostri connazionali che con il loro entusiasmo manifestavano l’immutabile affetto alla Patria d’origine.

Queste dimostrazioni, fuori dalla mia terra, hanno dato tanto conforto a me, cui e’ vietato il suolo d’Italia, e mi hanno convinto ancora una volta che l’unione e la concorde volontà dei cittadini possono fare conseguire quel progresso morale e materiale della Nazione, che è la comune aspirazione di tutti.

L’anno che or si conclude ha veduto la partecipazione dei socialisti al Governo, più volte auspicata dal mio Augusto Genitore e da me. Essa potrà rafforzare le istituzioni democratiche, la cui stabilità è in diretto rapporto con la larghezza dei consensi, se il ministero, ponendosi sopra gli interessi di parte, saprà affrontare e risolvere problemi fondamentali e indifferibili: assicurare il regolare funzionamento delle assemblee parlamentari contro il prevalere extra-parlamentare, e perciò costituzionalmente irresponsabile dei partiti; mantenere l’antica rettitudine nella vita pubblica; provvedere alla solidità della moneta, soprattutto alla difesa di quanti vivono di retribuzioni o rendite fisse. E voglio sperare che non si attui un dispendioso ordinamento regionale che, come dissi nel mio messaggio del 31 dicembre del 1962, è lungi dallo stabilire un sano decentramento amministrativo, mentre urgono provvedimenti per gli ospedali, le scuole, le abitazioni e lo sviluppo delle zone depresse.

Solo così potranno diminuire le apprensioni che oggi assillano tanti Italiani e l’eco delle quali mi giunge sovente e mi addolora.

Solo così cesserà il timore che le libertà civili e politiche possano essere sconvolte e distrutte.

In mano vostra sono, Italiani, le armi di difesa: il diritto di voto e di parola, la ferma e leale adesione alla comunità occidentale delle Nazioni.

Con animo vigile e intrepido, senza lasciarvi deviare da falsi miraggi, pur seguendo diverse ideologie politiche, siate una volontà sola nel difendere ad ogni costo il bene inestimabile della libertà.

Re e popolo nel risorgimento realizzarono l’Unità della Patria, superando innumerevoli ed ardui ostacoli.

Nelle difficoltà di oggi io mi sento ugualmente unito a voi.

Per le nostre virtù, disperda il nuovo anno ogni timore e vi guidi sulle vie che furono sacre ai nostri padri: il rispetto delle tradizioni,  l’ordine nello Stato, il senso costante dell’onore per l’avvenire ed il benessere della nostra Italia.

 

Cascais, 31 dicembre 1963